Gli utilizzatori di sistema GNU/Linux e Mac possono visualizzare il filmato su Youtube Il Solco
Questa installazione è stata dedicata a Stefano Cucchi e a tutto quello che rappresenta la tragedia del carcere specie per chi ci capita per colpe altrui. Performace che voleva intendere vieni nel mio solco, attraversalo, anche tu e mi capirai..... mi darai ragione....
IL SOLCO / SAMSKARA
Performance,istallazione, happening
di Giovanni Lauricella
Bibliothè via Celsa n°4
Lunedì 12 aprile ore 18
Noi tutti abbiamo le nostre esperienze. Noi tutti facciamo qualcosa nella vita compreso anche chi pensa di non combinare niente. Un animale in letargo fa anche lui qualcosa. Nello spazio tempo produce il fatto che ha occupato un luogo per un determinato periodo. Un uomo che si è limitato solo a mangiare bere e dormire ha concluso anche lui qualcosa di fattuale nel tempo e nello spazio.
Molta nostra vita lascia dei segni, delle scanalature che contraddistinguono la vita di ciascuno di noi. Quello che fa un individuo è suo non può essere uguale a quello di un' altro. Puoi condividere quello che fai, le tue esperienze, buona parte del tuo essere, ma ogni individuo è diverso.
Ogni uno di noi lascia un solco, definisco così in senso figurato la traccia o l'impronta che ci contraddistingue. Noi tutti abbiamo il nostro personale solco, noi tutti abbiamo fatto un solco è la personale esperienza è il nostro passato. Siamo tutti, per necessità di vivere, in procinto di fare un solco, come anche possiamo pensare di fare un solco. Qui entra in gioco la dinamica di quello che voglio realizzare. Il fatto che nella mente ci possa essere l'immaginazione di un solco è anche un punto di partenza di qualcosa che abbia un fattore in più di quello che istintivamente o casualmente può avvenire.
L'aspirazione, la speranza, una meta che sia molto più in là dell'orizzonte può essere lo stimolo per creare un evento che dia la visione simbolica del Solco.
Un lungo telo (5-6-m. circa di uno di quei colori di cui abbiamo parlato....) viene posto davanti Bibliothè, Chi vorrà , una volta immersi ambedue i piedi in due colori differenti attraverserà per lungo il telo come se andasse su una passerella, sino ad arrivare alla fine del telo davanti una scritta che si può leggere o anche no stando in silenzio, farlo anche nella maniera più semplice è la testimonianza di aver partecipato alla performance. Si può anche recitare a memoria uno o alcuni pensieri spirituali a secondo delle intenzioni di chi si propone nel farlo. L'azione deve svolgersi come se fosse un rito in un ambiente di riflessione silenziosa. La partecipazione è corale, le persone che stanno intorno all'istallazione sono parte integrante della performance, perché quello che uno fa serve agli altri per capire, o, come nell'altro Solco già fatto nell'ex carcere Carlo Fontana al S. Michele per Articolo 3 della costituzione, può servire a farti capire: vieni nel mio solco, attraversalo, anche tu e mi capirai..... mi darai ragione....
Quello che voglio realizzare è un happening, un incontro dove in forma rituale puoi mettere in gioco te stesso, dove traccerai il tuo solco, dove si collettivizzano le proprie esperienze, dove inviti gli altri a fare il tuo percorso per farti capire o per insegnare......
Dal punto di vista scenico si potrebbe pensare anche al colore degli abiti o anche a delle presenze simboliche di alcuni personaggi spirituali o artistici che si conoscono, può aiutare la musica, anche qualche complesso, un cantante.... ma sono tutte cose da venire in ogni modo sarà il luogo dello svolgimento e il tipo di partecipazione a caratterizzare la performance che avrà i limiti e le sorprese di ogni improvvisazione, l'installazione è solo uno strumento “un canovaccio” su cui tutti, con la propria fantasia, possono manifestare con i movimenti del corpo ed esprimere i loro concetti.
Giovanni Lauricella
Altra versione in preparazione è dedicata al mondo del teatro, dell'attore e della poesia di cui riporto un breve testo di presentazione
Il Solco dell’attore
Installazione, performance, happening
Molti di coloro che si dedicano al teatro pensano di lasciare un segno del proprio operato, una traccia del proprio personaggio che si ricordi in futuro.
Molti l’hanno già fatto e vogliono confermarlo con un gesto che resti nel tempo; altri ancora pensano di avere qualcosa da esprimere e cercano una semplice formula espressiva che possa racchiudere la cifra del loro talento.
Molti altri, infine, cercano di interagire con gli altri dando un input che serva da tramite per essere capiti.
Si parla quindi di un segno, di un’orma , di una traccia che si è lasciata o si vuole lasciare a testimonianza: il solco che, in questa riedizione dell’installazione, prende a riferimento l’idea del teatro in sé, ma, se si vuole, inteso nella sua più profonda concezione (o persino nell’irrisione) a seconda di chi ne voglia fare l’esperienza.
Su un telo disposto a terra, dopo aver intinto le scarpe in alcune pozze di colori, si procede percorrendolo longitudinalmente, come se fosse una passerella.
Questo attraversamento simbolico è la presenza dell'attore, performance offerta a ciascuno, alla quale si può aggiungere un’ipotetica breve recita spontanea o la recitazione di testi a scelta di chi tra il pubblico si vorrà improvvisare attore (o visitattore?).
Pirandello, Pinter, Strindberg, Jerzy Grotowski o altri geni famosi del teatro possono essere presi a riferimento simbolico con qualche frase o gesto che ne ricordi una scena famosa, ma si potrà scegliere di non fare nulla di tutto questo e, calcando l'orma autoreferenziale, citare (e re-citare) se stessi magari inventandosi qualcosa al momento.
Tutto in forma spontanea e poco formale, dove l’improvvisazione di attori o semplici visitatori crei in questo strano e breve percorso sciamanico dell'arte un “gesto” configurabile nella tela che si è attraversata. Pittura? Dramma? Entrambi?
Infatti la “conclusione” è proprio questa: una composizione pittorica eseguita con le impronte colorate delle scarpe, una forma di “arte sotto i piedi”, come in una precedente rassegna designavo un’ arte interpretata non con la testa, nel senso accademico del termine, ma con “l'istinto”, in forme che ricordano quelle espressioni primordiali dell'uomo, cioè di quel lontano periodo di quando la razza umana si affacciò sulla terra e iniziò a lasciare i primi segni che lo distinguevano dal regno animale: solchi dell’aratro sulla terra, solchi dei graffiti sulla pietra, solchi dei segni tribali sui volti…
Al di là delle premesse, ne viene fuori un'installazione interattiva, capace di far ridere e di far pensare, tesa a coinvolgere il pubblico in uno spirito di partecipazione collettiva.
Sarà successiva cura mostrare i teli delle performance realizzate.
Il Solco SAMSKARA
Installazione, performance, happening
Gli utilizzatori di Mac e del sistema Gnu/Linux possono visualizzarlo su Youtube filmato
Samskara a Bibliothè il 12 aprile 2010, l'installazione compone l'opera, sono i partecipanti che eseguono il dipinto con la performance che vedete.
In questo caso il valore spirituale è trainante anche se le varianti sono molteplici.
Giovanni Lauricella
prima pagina
seconda pagina
terza pagina
quarta pagina
Surrena, Giancarlino, Paolo Liguori, Nobili, from Giovanni Lauricella on Vimeo.